Deliverability email con beMail
Ogni email,
nella casella giusta.
Server e IP propri, SPF, DKIM e DMARC verificati sul tuo dominio e disiscrizione con un clic in ogni campagna. Tu scrivi la campagna, noi la portiamo nella casella giusta.
- beMail invia da un’infrastruttura proprietaria, con server e indirizzi IP propri, sviluppata e gestita in Italia.
- Ogni invio è firmato SPF, DKIM e DMARC e include la disiscrizione con un clic richiesta da Gmail e Yahoo.
- Il 99,6% delle email viene consegnato ai provider e le segnalazioni spam restano allo 0,03%, dieci volte sotto la soglia Gmail dello 0,30%.
- Bounce, segnalazioni e consensi scaduti escono dagli invii da soli: la reputazione del tuo dominio resta pulita.
Deliverability e reputazione del mittente
In inbox. Non nello spam.
Infrastruttura proprietaria, server e IP propri, SPF, DKIM e DMARC verificati sul tuo dominio, disiscrizione con un clic in ogni campagna.
Cosa fa beMail per la tua deliverability
Sei protezioni. Sempre accese.
Non sono opzioni da attivare: sono il modo in cui ogni campagna e ogni email transazionale parte da beMail.
Autenticazione completa
Ogni invio è firmato SPF, DKIM e DMARC sul tuo dominio, con la firma allineata all’indirizzo mittente come chiedono Gmail e Yahoo.
Server e IP propri
L’infrastruttura di invio è nostra: sappiamo chi invia da ogni IP e fermiamo chi mette a rischio la reputazione di tutti.
Disiscrizione con un clic
Intestazione List-Unsubscribe e One-Click su ogni campagna, come chiedono Gmail e Yahoo dal 2024. E chi non vuole essere tracciato può spegnere il tracciamento senza disiscriversi.
Lista sempre pulita
Hard bounce, segnalazioni spam e contatti con il consenso scaduto escono dagli invii in automatico. Non li paghi e non pesano sulla reputazione.
Google Postmaster e report DMARC
Colleghi Google Postmaster Tools e ricevi i report DMARC in una casella dedicata, accanto alla deliverability per provider di ogni campagna.
Logo BIMI
Il tuo logo accanto al mittente in Gmail e Apple Mail, con logo e certificato caricati dalla console. Più riconoscibilità, più aperture, meno sospetti di phishing.
Che cos’è la deliverability, in pratica
Una campagna può essere consegnata e non essere mai vista. La deliverability misura proprio questo: quante email arrivano nella casella principale del destinatario, invece di finire nello spam, nella scheda Promozioni o di essere respinte dal server.
Gmail, Outlook, Yahoo e Libero decidono dove mettere ogni messaggio guardando soprattutto quattro cose:
- Chi sei: se il dominio mittente è autenticato con SPF, DKIM e DMARC e se la firma è allineata all’indirizzo “Da”.
- Da dove invii: la reputazione dell’indirizzo IP e del dominio, costruita invio dopo invio.
- A chi scrivi: quanti indirizzi non esistono più, quanti destinatari segnalano spam, quanti aprono e cliccano.
- Cosa scrivi: link verso domini a bassa reputazione, email fatte solo di immagini, oggetti ingannevoli.
Per questo la deliverability non si sistema con un trucco nell’oggetto: si costruisce con un’infrastruttura curata e una lista tenuta in ordine. beMail si occupa della prima e ti aiuta in automatico con la seconda.
I requisiti di Gmail, Yahoo e Microsoft
Dal 2024 Gmail e Yahoo applicano regole precise a chi invia molte email ai loro utenti, e nel 2025 Microsoft ha introdotto requisiti analoghi per Outlook.com e Hotmail. In sintesi chiedono:
- autenticazione SPF e DKIM sul dominio che invia;
- un record DMARC pubblicato, almeno con criterio “none”, e l’allineamento del dominio “Da”;
- la disiscrizione con un clic tramite intestazione List-Unsubscribe, gestita entro due giorni;
- un tasso di segnalazioni spam stabilmente sotto lo 0,30%, meglio sotto lo 0,10%;
- connessioni cifrate TLS e record DNS inversi validi per gli IP di invio.
Con beMail i punti che dipendono dalla piattaforma sono già fatti, e per quelli che dipendono dal tuo dominio beMail ti indica i record DNS da aggiungere.
IP condiviso o IP dedicato?
Un IP dedicato non è automaticamente meglio. Un indirizzo nuovo non ha reputazione e i provider lo guardano con sospetto finché non vedono invii costanti e puliti: con pochi invii al mese rischia di rendere meno di un buon IP condiviso.
Per la maggior parte degli ecommerce il piano Pro su IP condivisi e controllati è la scelta giusta. Quando superi qualche centinaio di migliaia di email al mese, o invii per più marchi, il piano Enterprise include IP e server dedicati e un referente deliverability che segue la reputazione insieme a te.
Come leggere i numeri della deliverability
Nelle statistiche di beMail trovi consegne, rimbalzi e segnalazioni per ogni campagna e per ogni provider. Le aperture sono “vere”: le aperture automatiche di Apple Mail Privacy Protection e dei bot di sicurezza vengono riconosciute e tenute fuori, così un calo di aperture su un provider è un segnale reale e non rumore.
Passare a beMail senza perdere reputazione
Il cambio di piattaforma, fatto bene.
Autentica il dominio
Aggiungi al tuo dominio i record SPF, DKIM e DMARC indicati da beMail.
Importa solo chi è attivo
Contatti e consensi da CSV con la procedura guidata. I contatti inattivi da molti mesi restano in un segmento a parte.
Parti dai più coinvolti
Le prime campagne vanno a chi ha aperto o comprato di recente, poi il volume cresce in modo graduale.
Controlla e allarga
Monitori consegne e segnalazioni per provider e riattivi gli altri con un flusso win-back dedicato.
Domande frequenti sulla deliverability
Che cos’è la deliverability di un’email?
La deliverability è la capacità di un’email di arrivare nella casella principale del destinatario invece che nello spam o di essere respinta. Dipende dalla reputazione del dominio e degli IP di invio, dall’autenticazione SPF, DKIM e DMARC, dalla qualità della lista e dal coinvolgimento dei destinatari.
Quali sono i requisiti di Gmail, Yahoo e Microsoft per chi invia newsletter?
Per chi invia grandi volumi i tre provider chiedono autenticazione SPF e DKIM, un record DMARC pubblicato, l’allineamento del dominio mittente, la disiscrizione con un clic tramite intestazione List-Unsubscribe e un tasso di segnalazioni spam stabilmente sotto lo 0,30%. beMail verifica i record SPF, DKIM e DMARC del tuo dominio e mette la disiscrizione con un clic in ogni campagna.
Meglio un IP condiviso o un IP dedicato?
Sotto qualche centinaio di migliaia di email al mese un IP condiviso ben gestito è di solito la scelta migliore, perché un IP dedicato ha bisogno di volumi costanti per costruirsi una reputazione. Oltre questi volumi un IP dedicato isola la tua reputazione da quella degli altri mittenti: in beMail è incluso nel piano Enterprise.
Perché le mie email finiscono nello spam?
Le cause più comuni sono autenticazione mancante o non allineata, invii a contatti inattivi o mai verificati, troppe segnalazioni spam, picchi improvvisi di volume e contenuti con link o immagini sospette. beMail esclude in automatico hard bounce, segnalazioni e contatti con consenso scaduto, e ti permette un invio di prova prima di ogni campagna.
Il tuo database
vale di più.
In una demo di 30 minuti ti mostriamo beMail sul tuo caso: import dei contatti, target e una campagna scritta con l’AI partendo da un tuo brief.
Usiamo la tua email solo per organizzare la demo. Informativa privacy